Al re era stato riferito che la sua giovane moglie lo ingannava da tempo e che stava progettando di fuggire di nascosto con il suo amante, proveniente da un regno nemico

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Al re era stato riferito che la sua giovane moglie lo ingannava da tempo e che stava progettando di fuggire di nascosto con il suo amante, proveniente da un regno nemico. Il sovrano, furioso, escogitò per la regina una terribile punizione: ordinò di arroventare delle scarpe di ferro e di mettergliele ai piedi, senza nemmeno immaginare come sarebbe finito quel gesto crudele 😱😨

Quel giorno, nella grande sala di pietra, regnava un silenzio insolito. Perfino i cortigiani, che di solito amavano bisbigliare negli angoli e osservare con curiosità le disgrazie altrui, ora stavano immobili e in silenzio, temendo persino di alzare lo sguardo.

Su una pedana, accanto al trono, sedeva re Edgar. Il suo volto era cupo e freddo, e il suo sguardo così pesante che nessuno osava contraddirlo. Davanti a lui, sul pavimento, con indosso un abito chiaro, sedeva la giovane regina Eleonora. Le mani le tremavano, i capelli erano scompigliati e le lacrime le scendevano sulle guance, ma lei cercava comunque di restare composta e, fino all’ultimo, non implorò pietà.

Solo poche settimane prima, la vita a palazzo sembrava tranquilla.

Re Edgar era orgoglioso della sua giovane moglie, anche se era molto più anziano di lei. Eleonora era bella, silenziosa e ben educata, e molti dicevano che accanto al marito severo appariva troppo delicata, come un giglio bianco in mezzo a pietre scure. Ma proprio quella dolcezza divenne motivo d’invidia. A corte c’erano molte persone a cui non piaceva l’influenza della giovane regina, perché dopo il suo arrivo il re aveva iniziato a fidarsi meno dei vecchi consiglieri e ad ascoltare sempre più spesso le sue parole.

La prima a tessere intrighi fu lady Matilda, una lontana parente del re che sognava di controllare il palazzo attraverso i suoi uomini. La aiutava lord Richard, uno dei consiglieri più vicini a Edgar. Fu proprio lui, una sera, a portare al re una lettera che, a suo dire, era stata trovata addosso a uno dei servi.

In quella lettera si affermava che la regina intratteneva segretamente una corrispondenza con un uomo proveniente dal vicino regno nemico e che aveva intenzione di fuggire da lui durante la notte, portando con sé gioielli e segreti di Stato.

All’inizio il re non ci credette, ma il giorno seguente gli mostrarono un’altra lettera, poi gli raccontarono che qualcuno aveva visto un uomo sconosciuto vicino alle stanze della regina.

La menzogna era stata studiata nei minimi dettagli. Ogni giorno al re venivano riferite nuove voci, e ben presto perfino i gesti più innocenti della moglie iniziarono a sembrargli sospetti. Quando Eleonora chiedeva di lasciare andare prima i servi, lui pensava che stesse preparando la fuga.

Quando rimaneva sola nella cappella, gli sembrava che pregasse per poter incontrare l’amante. Quando guardava fuori dalla finestra, lui vi vedeva un segno di tradimento. Alla fine, la sua rabbia ebbe la meglio sulla ragione. Ordinò di rinchiudere la regina nelle sue stanze e poi comandò che venisse condotta nella sala del trono per essere giudicata.

Eleonora cercò di difendersi. Disse di non aver mai tradito suo marito e di non conoscere alcun uomo del regno nemico. Chiese che le fosse concesso del tempo per dimostrare la propria innocenza, ma Edgar non voleva più ascoltare nulla.

Davanti a tutta la corte, si alzò dal trono e dichiarò ad alta voce che tradire il re era peggio di qualsiasi altro crimine e che una donna che aveva voluto fuggire dal nemico non meritava né misericordia né compassione. Poi escogitò una punizione che fece impallidire perfino i cavalieri più anziani.

Ordinò di arroventare delle scarpe di ferro e di metterle ai piedi di Eleonora, dichiarando che, visto che aveva sognato di scappare da un altro uomo, dopo quella punizione non avrebbe mai più potuto fare un solo passo.

Quando due servi vestiti di scuro entrarono nella sala portando delle scarpe di ferro incandescenti, tra le file dei cortigiani si levò un mormorio spaventato. Dal metallo emanava un calore così intenso che perfino coloro che si trovavano a distanza riuscivano a sentirlo.

Eleonora guardò il marito con orrore, come se fino all’ultimo sperasse che tornasse in sé, ma il volto di Edgar rimase di pietra. Si avvicinò personalmente alla moglie, le afferrò con forza un braccio e disse con voce gelida che ora avrebbe pagato per il suo tradimento.

La regina impallidì ancora di più, ma riuscì comunque a sussurrare di essere innocente.

I servi si erano già inginocchiati davanti alla regina e stavano avvicinando il ferro rovente ai suoi piedi, quando proprio in quel momento accadde qualcosa che fece gelare tutti nella sala per l’orrore 😨😱 Il seguito della storia si trova nel primo commento 👇👇

All’improvviso, le porte della sala si spalancarono con un forte tonfo. Entrò di corsa un messaggero senza fiato, coperto dalla polvere della strada. Quasi cadde in ginocchio proprio all’ingresso e, con voce tremante, implorò di fermare immediatamente l’esecuzione. Tutti nella sala si voltarono verso di lui, mentre il re, furioso, pretese di sapere cosa stesse succedendo.

Il messaggero estrasse dalla cintura una pergamena con il sigillo reale dello Stato vicino e disse che appena un’ora prima era giunta dalla fortezza di confine una notizia importantissima.

L’uomo che veniva indicato come l’amante segreto della regina era in realtà un giovane nobile di nome Adrian de Morvel, ed era morto già tre mesi prima durante un improvviso attacco di briganti lungo la strada.

Nel suo regno lo sapevano da tempo, e ora da lì avevano inviato una conferma ufficiale, accompagnata da un sigillo e da diverse testimonianze. Un sospiro pesante attraversò la sala, poi calò un silenzio tale che si poteva sentire il crepitio del fuoco nel camino.

Eleonora sollevò gli occhi pieni di lacrime verso il marito, e in essi non c’era più paura, ma solo dolore e un’amara stanchezza. Il re lasciò lentamente andare il suo braccio e rimase immobile per alcuni secondi, come se lui stesso non riuscisse a credere a ciò che aveva appena sentito.

Se quell’uomo era morto tre mesi prima, allora la regina non avrebbe potuto in alcun modo incontrarlo nelle ultime settimane, e tutte le lettere, tutte le accuse e tutte le voci erano soltanto una vile menzogna.

Edgar impallidì e si voltò bruscamente verso i consiglieri. Lord Richard abbassò la testa, mentre lady Matilda fece un passo indietro, rendendosi conto che la trappola ormai non si era chiusa sulla regina, ma su di loro.

E solo allora il re capì di essere stato sul punto di distruggere una moglie innocente, soltanto perché aveva creduto alle parole degli altri.

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