Arrivata sulla tomba del marito, la vedova notò una grossa buca proprio accanto alla lapide: guardò dentro il foro e rimase sconvolta da ciò che vide 😱😱
Ogni domenica la vedova andava a trovarlo. Era passato quasi un anno da quando il marito se n’era andato, ma lei non aveva saltato una sola settimana. Abito nero, fazzoletto nero, fiori freschi – tutto come sempre. Solo che dentro si sentiva sempre più pesante. Oggi, come al solito, portava in mano un mazzo di gladioli e camminava piano sul ghiaietto tra le file di tombe.
Ma appena si avvicinò alla tomba del marito, qualcosa le sembrò strano. All’inizio pensò fosse un gioco di luci. Poi socchiuse gli occhi – e il cuore le cadde in gola. Proprio accanto alla lastra, quasi sotto i fiori, c’era un buco scuro e irregolare nella terra. Come se qualcuno stesse scavando dall’interno. O… dall’esterno?
La donna si fermò di colpo, cercando di trattenere il tremore. I fiori le scivolarono dalle mani e caddero vicino alla buca. Il petto le si strinse, come se l’aria fosse diventata meno. Fece un passo avanti e si inginocchiò lentamente. La terra intorno era morbida, come se fosse stata smossa da poco. La sua mano toccò involontariamente la lastra, come cercando un appiglio nel marito anche dopo la morte.
— Non può essere… — sussurrò. — Qualcuno ha provato ad aprire la tomba?
Pensieri inquietanti le attraversarono la mente. Da dove veniva quella buca? Perché proprio lì? E se…? Guardò dentro il foro – e sentì la paura risalirle lentamente la schiena. Ma poi la vedova vide qualcosa di molto orribile e impensabile 😱😱 Continuazione nel primo commento👇👇
Ma poi notò sul bordo del foro delle piccole tracce. Affilate, come artigli, ma troppo piccole per un predatore. Ricordando un vecchio libro che il marito leggeva spesso ai loro nipoti – su tunnel sotterranei e talpe – si chinò più vicino.
Il tunnel infatti proseguiva in profondità, ma non verso il basso, bensì un po’ di lato. Non era un passaggio umano. E certamente non un cattivo intento.
— Talpe… — sussurrò tirando un sospiro di sollievo. — Piccole, stupide talpe…
Si sedette sull’erba e per la prima volta dopo molti mesi si permise un sorriso. Quel buco, che all’inizio le aveva provocato un terrore animale, era semplicemente una conseguenza della natura.
E come per ironia, fu proprio quello a ricordarle: la vita non si ferma. Anche nel cimitero, sotto i fiori e le pietre, continua — striscia, scava, respira.
Si sistemò il fazzoletto, lisciò con cura la terra al bordo del tunnel, posò di nuovo i fiori e disse piano:
— Avresti riso, vero? Immagino come ti saresti preso gioco di me.










