Le sorelle gemelle sono nate unite nella zona della testa, ma a 9 mesi sono state separate: ecco come appaiono oggi dopo tanti anni

Gentilezza

Queste sorelle gemelle sono nate unite nella zona della testa 😢 Avevano corpi separati, braccia e gambe separate, ma i vasi sanguigni del cervello in comune rendevano il loro caso particolarmente complesso 😱

Nonostante ciò, decine di medici e specialisti si sono riuniti per operare le bambine e separarle. Fortunatamente, l’intervento è riuscito e ora ciascuna di loro ha una testa separata. 😲

Guardate solo come appaiono le sorelle dopo tanti anni 😱 Le foto sono mostrate nel primo commento 👇👇

Abigail e Micaela Bachinskiy sono due bambine la cui storia è iniziata con una prova che pochissimi affrontano.

Sono nate come gemelle siamesi, unite dalla testa. Questa condizione si chiama craniopago, quando i bambini sono fusi a livello del cranio. È una delle forme più rare e complesse di gemelli siamesi.

Abigail e Micaela avevano corpi separati, braccia e gambe separate, ma le loro teste erano unite e all’interno condividevano i vasi sanguigni del cervello. Proprio questo rendeva il loro caso particolarmente pericoloso.

Fin dall’inizio i medici parlarono con sincerità ai genitori: il percorso sarebbe stato lungo e molto rischioso. Ma per le bambine non c’era altra possibilità.

La gravidanza si è svolta sotto costante osservazione. Al parto si preparava un’intera équipe di specialisti. Dopo la nascita, le gemelle sono state subito affidate ai neurochirurghi, perché qualsiasi movimento imprudente avrebbe potuto costare loro la vita.

Quando le bambine avevano circa 9–11 mesi, i medici hanno deciso di affrontare la cosa più importante: l’intervento di separazione.

Non si è trattato di un’unica operazione, ma di una lunga preparazione a più fasi, seguita dall’intervento chirurgico principale, durato quasi un giorno intero.

In sala operatoria lavoravano decine di medici: neurochirurghi, anestesisti, specialisti vascolari. Hanno dovuto separare letteralmente millimetro dopo millimetro i vasi del cervello, creando per ciascuna bambina un proprio sistema di circolazione sanguigna.

Il rischio era enorme. I medici non lo nascondevano: la possibilità di perdere una o entrambe le bambine è rimasta reale fino all’ultimo minuto.

Ma l’operazione è riuscita.

Dopo di ciò è iniziato un periodo non meno difficile: la riabilitazione. Le bambine hanno dovuto reimparare a tenere la testa, a sedersi, a muoversi, perché prima sentivano sempre l’una la presenza dell’altra. Ci sono state la rianimazione, il dolore, le medicazioni, lunghi mesi di recupero.

Oggi Abigail e Micaela vivono separate, come bambini comuni. Ognuna ha il proprio letto, i propri giochi, il proprio carattere. Studiano, giocano, ridono, crescono.

Sì, davanti a loro ci sono ancora controlli e forse ulteriori interventi, ma la cosa più importante è già avvenuta: ognuna di loro ha una vita propria.

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