Una donna ha chiamato l’assistente di volo per lamentarsi di me, ma dopo pochi minuti si è amaramente pentita della sua scelta 😨😲
Sapevo di non avere un bell’aspetto. Febbre, brividi, tosse secca – tutto era iniziato proprio prima della partenza. Ma cancellare il viaggio era impossibile: biglietti già acquistati, hotel pagato, appuntamenti fissati. Ho dovuto stringere i denti e salire sull’aereo.
Mi sono seduto silenziosamente al finestrino, cercando di non disturbare nessuno. Ho preso dell’acqua, messo i fazzoletti vicino a me e mi sono preparato a passare quelle ore nel modo più tranquillo possibile.
Ma appena dieci minuti dopo il decollo, si è sentita una voce indignata nella cabina:
— “È impossibile! Continua a tossire! Non devo sopportarlo!”
Una donna sui cinquant’anni, seduta dall’altro lato del corridoio, si è girata verso di me e ha cominciato a urlare:
— “Ma è contagioso? Perché è salito a bordo?!”
Ho cercato di rispondere con calma:
— “Mi scusi, cercherò di stare più tranquillo. Prenderò delle pastiglie. Se vuole può mettere le cuffie…”
— “Non metterò niente! Sono in vacanza e lei me la sta rovinando!” – ha urlato con un tono stridulo, attirando l’attenzione di tutti i passeggeri.
Un minuto dopo ha premuto il pulsante per chiamare l’assistente di volo.
Una giovane hostess si è avvicinata con un sorriso forzato:
— “Buongiorno, c’è qualche problema?”
La donna quasi si è alzata:
— “Tossisce, è malato! Dovete fare qualcosa! Ho pagato il mio biglietto, sa!”
L’assistente ha annuito gentilmente ed è andata via. È tornata poco dopo, ma questa volta con un’espressione seria. Evidentemente aveva parlato con il comandante. Ed è lì che la donna ha cominciato a pentirsi della sua lamentela. 😲 Continua nel primo commento 👇👇
— “Poiché non possiamo compromettere la sicurezza del volo e il passeggero non si sente bene, proponiamo una soluzione comoda per tutti… Lei può semplicemente cambiare posto!”
La donna è arrossita subito e ha urlato:
— “Non cambio posto per colpa sua! Ho pagato per stare qui!”
L’assistente ha guardato me e ha detto con calma:
— “Possiamo spostare lei, se non le dispiace. C’è un posto libero…”
— “Certo, spostatemi! Non voglio sentire questa tosse per tutto il volo!” – la donna brillava di soddisfazione.
Ho annuito:
— “Va bene. Se può aiutare, non ho problemi.”
— “Perfetto,” ha detto l’assistente, “l’unico posto disponibile è in business class. Lì potrà riposare, riceverà anche la cena e delle bevande. Mi segua, per favore.”
Mi sono alzato e per qualche secondo in cabina è calato il silenzio.
Passando accanto alla donna, ho notato con la coda dell’occhio che il suo viso si era allungato, poi si è contorto per la rabbia e l’invidia. Ha borbottato qualcosa, ma nessuno la stava più ascoltando.
Mi sono sistemato nella poltrona ampia, mi hanno dato una coperta, servito tè caldo con miele, e poi una cena profumata. Davanti a me c’erano ore di pace e comfort.










